Personaggi orrendi

C’è un dettaglio in una scena del film Aprile di Nanni Moretti che, fin da quando la vidi per la prima volta al cinema, mi colpì. È una cartellina con la dicitura “personaggi orrendi” che compare nella scena in cui Moretti è intento a raccogliere ritagli che poi porteranno alla realizzazione di un colossale giornale nel quale si avvolgerà il protagonista. Oltre a “personaggi orrendi”, si leggono le intestazioni di alcune altre cartelline: “maleducati”, “polemiche inutili” e “copertine dell’Espresso”. I lettori più giovani, ammesso che io ne abbia, devono infatti sapere che il settimanale “L’Espresso”, oggi ridotto nella foliazione e nell’autonomia a supplemento domenicale della “Repubblica”, era un tempo un settimanale di politica e cultura che vendeva centinaia di migliaia di copie, così come le vendeva il settimanale concorrente, “Panorama”. Entrambi i settimanali per molti anni si sfidarono non solo a colpi di reportage e grandi firme, ma anche a colpi di copertine con donne nude. Anzi, all’epoca si usava l’espressione “tette in copertina”. Le foto di copertina non avevano nulla a che fare con i contenuti, ma i direttori ritenevano che facessero vendere alcune migliaia di copie in più. I miei eventuali giovani lettori probabilmente non si stupiranno di questa cosa, visto che il fenomeno equivale perfettamente al clickbait, cioè all’acchiappaclick, la strategia di inserire come fotogramma di anteprima di un video un’immagine accattivante – di solito una bella ragazza – che poi nel video non compare. Piuttosto, si stupiranno che tante persone comprassero dei settimanali d’informazione.

Ma torniamo ai personaggi orrendi. Per anni ho allestito mentalmente una galleria di tali personaggi e finalmente nelle categorie di questo mio blog ho cominciato a usare questa espressione. È però giunto il momento di inaugurare ufficialmente il museo e di varare una rubrica rancorosa. Spero di resistere alla tentazione di accanirmi contro personaggi che son talmente beceri da rendere superfluo un mio accanimento. Per esempio, non credo che mi verrà voglia di spiegare perché Vittorio Feltri e Matteo Salvini siano personaggi orrendi.

Vittorio Sgarbi

E allora mi contraddico immediatamente, è ovvio che Sgarbi sia orrendo. Sì, però molti lo stimano o lo hanno stimato per molti anni prima di stufarsene. E poi devo scaldarmi, quindi parto da un lavoro facile che svolgerò velocemente, tanto chi vuole notizie dettagliate sulle sue malefatte può trovarle facilmente.

Brevissimamente potrei riportare la frase che il mio collega Erminio pronunciò intorno al 2001-2002, quando Sgarbi era sottosegretario alla Cultura: “Sgarbi non c’entra niente con la cultura, al massimo c’entra con i papponi”.

Quanta verità in poche parole!

Nel 1997, grazie a conoscenze altolocate ebbi il privilegio di ottenere un invito per l’inaugurazione della mostra forse più importante che io abbia visto a Genova, cioè quella su Anton van Dyck. In effetti verrebbe voglia di tralasciare le cose orrende e commentare quadri come questo:

Anton van Dyck, I bambini Balbi, 1625 (Londra, National Gallery)

Giammai, continuiamo con il bieco personaggio. Ebbene, a un certo punto apparve la star dell’inaugurazione. Persone intorno a lui, tanti che speravano di essere toccati da un suo sguardo e, vicino a lui, una ragazza molto vistosa. Non ricordo se anche molto bella, ma sicuramente molto appariscente, il tipo di donna per la quale sarebbe facile spendere appellativi non molto educati. Ma, siccome sto scrivendo di Sgarbi, non voglio cadere nella trappola e cercherò di non dire parolacce per distinguermi da lui. È comunque chiaro che le parole di Erminio sarebbero state adatte alla situazione.

Facciamo un salto avanti di 4-5 anni e il tipo lo incontriamo a Kabul in qualità di sottosegretario ai Beni Culturali. L’occasione era solenne, dopo anni di chiusura riapriva l’ambasciata italiana nella capitale afghana. Per l’occasione Sgarbi si era portato dietro Alain Elkann che in quel periodo gli faceva da cicisbeo. C’erano anche alcuni militari e una o due squinzie. Poi – ricordo la scena al telegiornale – si misero a cantare l’inno di Mameli facendo l’alzabandiera. Le accompagnatrici ridacchiavano. In fondo, giustamente ridacchiavano. Di noi, di se stesse, della situazione, chissà.

Continuo a pensare alle parole di Erminio.

Andrea Scanzi

Ho ritrovato un appunto scritto alcuni anni fa, quando già mi frullava per la testa di compilare una galleria di personaggi orrendi.

Spesso su facebook trovo segnalati degli articoli di Andrea Scanzi. Ultimamente a volte li leggo e l’esercizio è molto rassicurante perché sono sicuro di trovare confermate alcune aspettative. Vedere che le nostre aspettative coincidono con la realtà è importante, perché la vita sarebbe molto faticosa se consistesse in un continuo succedersi di novità. Un poco di sana routine invece ci rilassa e ci fa accogliere con il giusto stupore le novità. Scritto questo, su Scanzi non dovrebbe esserci più niente da dire. 

Appendice. In un articolo di Scanzi sono matematicamente sicuro di leggere i seguenti tre elementi: 1) Renzi è la peggiore persona che abbia mai calpestato il suolo della terra, tuttavia nella sua abiezione non si cela nessuna grandezza. 2) C’è una parolaccia, di solito “cazzo”. 3) C’è un paragone sportivo tanto fighetto quanto inutile. Probabilmente Scanzi immagina di assomigliare a David Foster Wallace che scrisse un saggio su Federer. 

Appendice 2. Foster Wallace, ahilui e ahinoi, si suicidò. Scanzi potrebbe cambiare lavoro.

Nel frattempo è cambiato qualcosa. Qualcuno che segnalava gli articoli mi ha tolto l’amicizia su Facebook (pazienza, non è detto che l’abbia fatto apposta) e quindi trovo gli articoli linkati meno frequentemente; i 5 Stelle sono saliti al governo e molti si sono accorti che non hanno la statura di Federico II o di Lincoln, quindi sono un po’ più imbarazzati nel sostenere il MoVimento (mettiamo le maiuscole come piace a loro) e a diffondere il verbo di Scanzi; Renzi non è più né Primo Ministro, né segretario del PD; Scanzi ha ampliato le sue attività e fa gli spettacoli.

Sì, fa gli spettacoli. Perché ci sono i giornalisti come Travaglio e Scanzi che hanno tanti talenti e tanto tempo e quindi non trovano sufficienti per il loro ego i quotidiani e i talk show politici e vanno a teatro. E fanno teatro.

I giornalisti che fanno spettacoli teatrali e ci dicono come stanno le cose.

Francesco Merlo

Un altro appunto di alcuni fa:

Per il giornalista ed editorialista della “Repubblica” seguo una regola: “non l’ho letto e non mi piace”.

È poco serio e poco rigoroso? Lui fa un gioco più sporco. Dopo le ultime elezioni politiche lui commentò alla radio (lo specifico, perché mi rifiuto di leggere i suoi articoli) la falsa notizia dei “meridionali che dopo la vittoria dei 5 Stelle fanno la coda per chiedere il reddito di cittadinanza”. Non disse che, trattandosi di una falsa notizia, non c’era niente da dire; non disse neppure che erano degli infami coloro che l’avevano messa in circolazione; disse invece che “la notizia non è vera ma potrebbe esserla” (cito a memoria, potrebbe esserci qualche inesattezza, ma la sostanza era questa e il tono pure).

Quinten Matsijs, La contessa brutta, 1513 (Londra, National Gallery)

19 pensieri riguardo “Personaggi orrendi

  1. Alessandro, reputo molto interessante questa tua rubrica sui personaggi orrendi.
    Andando in ordine:
    – Sgarbi. Credo che il personaggio in questione viva oramai di rendita, sui suoi trascorsi televisivi fine anni ’80, anni ’90. Non riesce ad usare i Social Media, ma vieve usato da vari talk show per far salire gli ascolti nei loro debutti. Poi lo abbandonano perche’ non ne possono piu’ della sua verve polemica condita da scurrilita’. Dei 3 personaggi che citi lo reputo quello che ha piu’ intelligenza, e che riesce a fare delle analisi politiche quasi sempre che si avverano (a differenza di molti commentatori politici che analizzano solo il passato… sai che difficolta’). Per il resto il nostro ha sdoganato alla grande la maleducazione nell’interloquire, e non conoscevo questi episodi che citi, assolutamente di cattivo gusto. La sua cultura enciclopedica, non lo redime da queste uscite. Anzi, diventa un aggravante. Ricordo una sua puntata nel Maurizio Costanzo Show, in cui ammise: “Non tolleravo l’idea che due attori come Boldi e Banfi fossero famosi e ricchi, ed io che avevo studiato e letto un sacco di libri invece ero un perfetto sconosciuto”. Immagino che abbia deciso di comportarsi come i personaggi dei film di Boldi e Banfi per diventare una celebrita’. Sigh!
    – Scanzi. Cosa aggiungere hai scritto tutto tu. Scrive come Baricco (iperboli e cazzi dappertutto).. non proprio la reincarnazione di Malaparte o Pavese. Sappiamo del suo ego. Usa il calcio e i pink floyd e la musica che ascoltava mio padre in ogni sua iperbole. Fa teatro, in un paese in cui il teatro muore.
    – Merlo. Non lo seguo particolarmente. Ho notato in passato che scrive spesso contro alcuni malcostumi meridionali. Lui che e’ meridionale. Se sei in questa categoria (meridionali che parlano male del Sud) puoi essere inevitabilmente in due categorie: 1) devi darti un certo tono per far vedere che oggi sei un progredito soprattutto riguardo a certo mondo (per lo piu’ di sinistra, per lo piu’ azionista, per lo piu’ filotorinese, 2) sei effettivamente a livello di Sciascia, Pirandello, Moro o Marchionne. Direi piu’ la prima

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    1. Gli mancano ancora troppa arroganza, violenza e presunzione. Per entrare nella galleria dei personaggi orrendi bisogna darsi da fare, la giuria (cioè il sottoscritto) è molto severa con i cattivi, ma indulgente con chi lo è solo un po’!

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      1. Eh, ma mi pare che il buon Gramellini stia facendo strada per diventare un vero personaggio orrendo! Ho sorbito almeno due suoi Caffè dal gusto pessimo, uno non me lo ricordo, l’altro sì, forse perché prendeva a bersaglio un mio amico…

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        1. Cara Marisa, mi ha tolto le parole di bocca, stavo per suggerire anch’io Gramellini. Comunque bravo, Alessandro, blog intelligente, graffiante ed educato. Ti seguo. Ciao!

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    1. Penso che tu ti riferisca alla vaccinazione dell’imaginifico Scanzi. È un uomo dominato dalla paura, prima di tutto da quella di non essere all’altezza dell’immagine di sé che ha e vuole trasmettere, e poi dalla paura della malattia. Dapprima è stato negazionista e molti negazionisti hanno una paura tremenda della malattia, poi, capito che negare l’esistenza della malattia era troppo assurdo, si è fatto paladino della lotta alla Covid e, appena ha potuto ha saltato la fila. È un fifone.

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      1. Ciao Alessandro.. credo che di questo tristo figuro ne avessimo gia’ parlato altrove. Non vorrei aggiungere altro. La tua analisi psichica e’ da me condivisa. Attacca sempre Renzi (in maniera molto personale), premetto che non sono un fan di Renzi, poiche’ credo si somiglino molto. Vede nell’ex PDC qualcosa di se’ che non ama… altrimenti non si spiegherebbe tanto livore. Un ultima considerazione. Vedo che a poco a poco lo stanno scaricando tutti, molti a lui vicini. Il che mi da’ testimonianza di che bell’ambientino deve essere quello del giornalismo italiano (non che prima credessi fosse una comune di fricchettoni).

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