Un apocrifo di Aldo Nove

È stato ritrovato un pezzo scritto verso la fine del 1997. La “storia senza lieto fine” non fu però inserita in Superwoobinda, la riedizione ampliata del 1998 di Woobinda del 1996. Pare che non fosse piaciuto alla regina Elisabetta, la quale avrebbe telefonato a Giulio Einaudi stesso per esprimere la sua regale contrarietà.

Il giorno più bello della mia vita è quando è morta Lady Diana.

Mi chiamo Geiar scorpione e sono un ragazzo di 16 anni.

Lady Diana era la principessa che veniva da una famiglia poverissima e che Carlo d’Inghilterra s’innamorò perché lei era bellissima e lui invece faceva schifo. Però lui le faceva le corna con Camilla che fa schifo anche lei.

Io se avevo una moglie bella come Lady Diana ero contento e non la tradivo.

Anche io faccio schifo e le ragazze vanno con i miei amici che giocano a calcio. Anche io gioco a calcio ma non so giocare allora le ragazze non mi cagano e io mi faccio le seghe.

Mia mamma compra sempre Gente e parla di padre Pio io invece guardo le foto delle attrici della tele e di Lady Diana. Quelle della tele sono vive invece Lady Diana è morta ma per me è più bella lo stesso.

Quando Lady Diana è morta quell’estate parlavano sempre di lei che andava sulle barche con Dodi.

Dodi è arabo. Gli arabi sono ricchissimi e hanno tipo tutti la Rolls Royce.

Anche la regina Elisabetta ha la Rolls Royce ma lei non è mussulmana come Dodi allora ha fatto uccidere Lady Diana e Dodi.

Io quando ho visto che è morta Lady Diana avevo acceso la tele e non si capiva che parlavano che era morta.

Io credevo che dicevano che Lady Diana era a Parigi ma poi ho proprio capito che era morta.

C’era quella del telegiornale che era bionda e era pettinata come Lady Diana era bellissimo perché sembrava come i film che lei era l’attrice che faceva Lady Diana.

I film sono belli perché fanno sognare i bambini invece il mondo vero è brutto perché ci sono gli incidenti e muore la gente. Mia sorella gemella Suellen scorpione è morta in un incidente in macchina perché mio padre andava a 180 all’ora in città. Mio padre si è salvato e adesso beve una bottiglia di Vecchia Romagna ogni sera.

Al funerale era bellissimo c’erano tutti. C’era Pavarotti e George Michael e Elton John che cantava. Io l’ho visto alla tele.

Una settimana dopo è morta Madre Teresa e allora hanno fatto vedere il suo funerale ma io dopo 4 minuti sono andato in camera perché non era bello.

Lady Diana era molto buona e andava in Africa dai bambini negri che erano contenti.

Anche Madre Teresa andava dai negri in Africa a Calcutta ma da quelli che morivano.

Lady Diana faceva sognare i bambini invece Madre Teresa

10 pensieri riguardo “Un apocrifo di Aldo Nove

  1. C’è poco da dire: l’Aldo Nove migliore viene fuori quando parla il bambino piccolo che è in lui come in tutti noi: il fanciullino che l’esposizione ai media lambisce ma non arriva a pervertire… Basta, smetto perché mi sto commuovendo. Ah, la purezza di quell’amore per lady Diana!…

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    1. Che poi “Woobinda” secondo me è un libro molto riuscito, così come il suo racconto nell’antologia “Gioventù cannibale” (che per il resto, a parte i pezzi di Ammaniti e, appunto, Nove, vale poco). Superata però la misura delle poche pagine, il giochino del bambino o del deficiente che ragiona come un bambino non funzionava più. Viene persino il dubbio che Aldo Nove ragioni davvero come i ritardati dei suoi romanzi. Psicologizzando un po’, forse non è mai uscito dall’infanzia.

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        1. Guarda un po’ come va la vita: non mi ero accorto, o forse me ne ero dimenticato, che 2 o 3 anni fa Aldo Nove ha pubblicato “Anteprima mondiale”, che a 20 anni di distanza riprende lo stile di Woobinda. Ieri me ne sono accorto e ho cercato il testo in rete (non avevo voglia di andare in biblioteca). Non mi dilungo in considerazioni sul libro, anche perché ho dato una lettura velocissima qua e là e forse non avrò voglia di dedicarvi più tempo, ma tra i pezzi c’è proprio “Il giorno più bello della mia vita”. Non si parla di lady Diana, ma dell’11 settembre. Secondo me il pezzo autentico è il mio e Aldo Nove mi ha copiato!

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  2. Mi urge a continuare. E riportare il commento di un critico che, pur riferendosi a altra opera, mi pare adatto al pezzo:
    “In quest’opera esplorativa (e mai colonizzatrice – altro miracolo del talento linguistico) della dissociazione tra mente e mondo, Aldo Nove proietta se stesso e chi legge in un pardès di stupore edenico ma non inerme, in una sorta di limbo selvaggio in cui l’infante regale (anzi, divino) è il soggetto assoluto, assolutamente potente eppure non demiurgico, poiché è l’unico soggetto dello stupore che può variare a suo piacere secondo i morfemi del gioco, sebbene egli non possa incidere minimamente su una realtà data, storica, che lo colpisce e in cui egli è gettato.”
    Ma vale la pena di leggere l’intero articolo, qui: https://giugenna.com/2012/08/25/aldo-nove-la-piu-grande-balena-morta-della-lombardia/

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