Una seria confutazione di alcune opinioni benpensanti, ciniche e falsamente brillanti (Global Strike for Future/3)

Le puntate precedenti sono qui e qui

In questi giorni, in occasione del Global Strike for Future, ho intenzione di scrivere alcuni pezzi sulla questione ambientale. Mi sarebbe piaciuto scrivere un unico lungo pezzo, ma non ho avuto il tempo e l’energia per organizzare in maniera sufficientemente ordinata le mie idee, quindi mi limiterò a interventi più brevi per evitare di scrivere un’articolessa confusa.

Chi ha letto i due pezzi precedenti, sa che mi sono già divertito a rispondere a due decine di obiezioni, osservazioni, calunnie che si sentono in giro a proposito dei Friday for Future, Global Strike for Future, Global Strike for Climate che dir si voglia. Ma, appunto, mi son divertito. So bene che il modo migliore per rispondere a certe frasi stupide può essere quello di metterle in ridicolo, ma mi coglie uno scrupolo e non vorrei mai mandare la faccenda in caciara, perciò adesso proverò a rispondere ad una ad una alle venti obiezioni.

Questa volta inizio però dalle obiezioni PaSt, che, per chi non conoscesse l’acronimo da me coniato, significa “palesemente stronze”.

  • Il riscaldamento globale non esiste. Ci sono studi che lo dimostrano. Ai negazionisti non basta contrapporre l’evidenza di larici che sono cresciuti dove io 34 anni fa scalavo con piccozza e ramponi (Val d’Aosta, Val Veny, Ghiacciaio della Lex Blanche). L’innalzamento della temperatura a loro avviso non ha nulla di innaturale, fa parte di quei cicli della natura per i quali a un periodo più freddo segue un periodo più caldo. Citano pure degli studi, ma di solito non li capiscono e li travisano. Anzi, spesso non fanno neppure la fatica di travisarli, perché a loro basta vedere un video su YouTube che ha già operato il travisamento o la falsificazione. I loro modelli politici sono attualmente Trump e Bolsonaro, ma 15 anni fa poteva andar bene Bush jr. Politicamente si posizionano a destra, non necessariamente nella destra fascista. Essere filonazisti però aiuta, non solo perché ciò fornisce un sostegno ideologico all’idea per cui il movimento ambientalista è finanziato da qualche oscuro Grande Vecchio ebreo, ma proprio perché il meccanismo del ragionamento negazionista è lo stesso, sia che si tratti di negare lo sterminio degli ebrei, sia che si tratti di negare il surriscaldamento del pianeta. Chi nega lo sterminio degli ebrei, infatti, nella realtà odia gli ebrei e vorrebbe che non fossero mai stati sterminati per sterminarli lui. In realtà sa benissimo che lo sterminio è avvenuto e ne gioisce. Il negazionista climatico invece sa benissimo che il surriscaldamento esiste, ma non ha voglia di far niente per combatterlo perché ciò potrebbe comportare dei sacrifici per lui. Come diceva Bush jr – cito a memoria – “lo stile di vita americano non è in discussione”.
  • Chi se ne frega del riscaldamento globale! A me piace il caldo. Però ti piacciono un po’ meno quelli che scappano dalla desertificazione. Tu non sai uscire dalla logica del “mi piace, non mi piace”, non ce la fai ad andare un passo più in là del recinto in cui grufoli.
  • Se fa caldo accendo l’aria condizionata. Nella confutazione semiseria avevo risposto piuttosto seriamente a questa affermazione. Aggiungo che ci sono persone ancora più colpevoli delle altre e sono quelle che non si limitano ad accendere il condizionatore, ma che lo vogliono pure al massimo. Quando sono stato negli Stati Uniti, anche se era agosto e faceva caldo, dovevo sempre portarmi dietro una felpa perché in qualsiasi locale avrei avuto freddo. Ecco, io penso che lo stile di vita americano vada messo molto in discussione. E, giusto per non essere accusato di antiamericanismo ideologico, va messa in discussione lo stile di vita ormai normale anche in Italia per cui in estate tieni il golfino e d’inverno resti sbracciato per il riscaldamento esagerato.
  • Meglio se fa caldo, così si vedono le donne più spogliate. Confesso che questa frase me la sono inventata, ma proprio ieri su Facebook mi sono imbattuto in un meme con la foto di 2 ragazze. Una, bellissima, sorridente e con una ghirlanda di margherite in fronte era accompagnata dalla frase “Ai miei tempi le adolescenti svedesi erano così”, l’altra era commentata dalla frase “adesso sono così”: manco a dirlo, l’adolescente di oggi era Greta Thunberg imbronciata. Il livello del negazionista è questo, alla fine basta che ci sia figa. Guarda caso è più o meno l’ideologia di Trump, quella che piace tanto ai suoi sostenitori.
  • Odio il freddo. Copriti. Seriamente, copriti. Ti sei dimenticato che qualche decina di anni fa quando veniva freddo ci si copriva invece di scrivere su Facebook “voglio l’estateeeee”. Adesso avresti a disposizione tessuti fantastici con i quali scaldarti senza diventare l’omino Michelin, ma ti lamenti per qualche giorno di freddo all’anno.
  • Greta mi sta sul cazzo. Dici la stessa cosa di Laura Boldrini, degli ambientalisti, di chi è di sinistra. Insomma tutto ciò che ti potrebbe scuotere dalla tua posizione di maschio autoritario non solo lo disprezzi, ci vorresti andare col Baygon (con lo Zyklon B?) a sterminarlo.
  • Gretina. Gretini! La battuta può scappare, per carità. Ripeterla in continuazione però è diabolico, suvvia è davvero scontata, non fa ridere. Ma l’uso insistito di questo brillante gioco di parole rivela una cosa: hai letto brutti libri (se ne hai letti), hai visto dei brutti film, hai frequentato persone che pensano e parlano male. E non è solo questione di sfortuna, qui in Italia hai avuto la possibilità di fare di meglio, ma non lo hai fatto.
  • Greta è manovrata. Dal momento che non sai pensare nulla, pensi che ci sia sempre qualcuno dietro a chi esprime delle idee. Ti sembrerà strano, ma mentre tu a 16 anni te ne fregavi di tutto e magari ancora oggi dici orgoglioso “me ne frego”, intorno a te c’erano anche persone che ragionavano.
  • Greta porta sfiga. Il fatto è che ci credi davvero. Davvero non so che dirti.
  • Chissà chi c’è dietro di lei. A quel che ho detto a proposito dei grandi manovratori, aggiungo che sì, c’è qualcuno dietro di lei e anche intorno a lei. Le persone che ci indicano una via (in famiglia e non solo) e che discutono con noi, i libri che leggiamo sono dietro di noi. Tu invece non hai nulla dietro di te

La seconda decina è composta da obiezioni ragionevoli e non hanno una connotazione politica precisa come le precedenti. Possono venire tanto dalla persona reazionaria, quanto dall’estremista marxista per il quale qualsiasi fenomeno, compresi quelli naturali, è sovrastrutturale rispetto alla struttura economica capitalista. Con il marxista radicale la discussione è produttiva quanto quella con il più becero dei reazionari.

  • Non sanno neanche  per cosa vanno a manifestare. Non c’è dubbio, accadeva anche quando ero io uno studente e, proprio per questo, selezionavo con molta attenzione le manifestazioni a cui partecipare, infatti andavo soltanto a quelle che sentivo davvero urgenti. Accade anche oggi; secondo mia figlia, che non è che abbia tutte le idee chiarissime, ma a questo proposito le ha, la maggior parte dei suoi compagni parteciperanno solamente per saltare scuola. Potrei dire che anche gli adulti che scioperano non sempre sanno per quali ragioni lo sciopero sia stato indetto, ma questo non cancellerebbe il problema. Però sono disposto ad accettare che molti manifesteranno in maniera confusa se ciò potrà aiutare la rinascita di un movimento ambientalista.
  • Vanno a manifestare solo per saltare scuola. È nella natura dell’età, così come lo è andarci perché ci vanno il compagno bello e la compagna per cui batte il cuore. In più, da un punto di vista educativo, sto già vedendo che, soprattutto per mia figlia, la manifestazione di oggi sta già avendo l’utile funzione di far capire quali compagni siano stupidi e pavidi.
  • Voglio vedere questi pseudo-ambientalisti come lasceranno pulita la piazza. Ricordo che al liceo facemmo un sit-in davanti alla scuola che durò tutta la mattinata. Naturalmente cercammo di divertirci e sporcammo per terra, poi alla fine ci mettemmo a ripulire tutto. Non credo che siamo stati dei supereroi a farlo, ho ottime speranze che lo faranno anche i giovani del Global Strike.
  • Questi ambientalisti tutti con il cellulare nuovo in tasca. Certo, hanno il cellulare, ma per fortuna hanno meno motorini di quelli della mia generazione. Certo, sono iperconsumisti, sono nati nel magico mondo della merce e in quel mondo abbiamo insegnato loro a sguazzarci: è realistico che di colpo diventino tutti dei francescani?
  • Protestano contro il surriscaldamento, ma quest’estate hanno viaggiato in aereo e sono andati in crociera inquinando come tutto. Però rispetto a un tempo sono sempre di più quelli che si pongono il problema. Prima eravamo in quattro gatti a pensarci.
  • Sai che roba dire che bisogna proteggere l’ambiente. Sicuramente l’approccio può essere un po’ semplicistico, ma lo trovo comunque più maturo rispetto a quello dei presidenti di alcuni dei più grandi stati del mondo.
  • A scuola devono andare, è lì che si impara, è quello il loro dovere. È una solenne scemenza. Si impara anche fuori, anzi, chi pensa che solo la scuola conti e non guarda al di fuori di essa condanna i figli a una vita ben triste. Di solito i genitori che hanno un’idea della scuola come unico luogo di vita dei figli sono ossessionati dai voti e trasmettono questa ossessione ai figli.
  • Queste cose le sappiamo da trent’anni. Ma chi manifesta non ha trent’anni, inoltre in politica sappiamo bene che nulla può essere dato per definitivamente acquisito.
  • Non serve protestare, serve fare. Occorre anche sapere che cosa fare. La manifestazione è comunque una cosa che si fa e che potrebbe essere necessaria. Poi potrei osservare che quelli che hanno sempre in bocca frasi del genere sono quelli che non fanno un tubo e accusano quelli che invece fanno di non fare un tubo (esempio di qualche anno fa: “dove erano i pacifisti che adesso protestano per la guerra in Iugoslavia?” Erano in Iugoslavia da anni, ma voi non ve ne accorgevate o facevate finta di non saperlo. Campione di questo atteggiamento era Indro Montanelli)
  • Vanno solo a fare casino. Sì, fanno casino e magari ci fanno venire il nervoso. Una delle occupazioni principali dei giovani da qualche millennio è quella di far arrabbiare gli adulti.
Scioglimento dei ghiacciai

A proposito, molti dicono che è più importante l’esempio e che in casa si impara già a vivere in maniera rispettosa dell’ambiente. Ottimo, anche la mia famiglia cerca di farlo, ma ricordiamoci che non esiste solo il livello della testimonianza individuale, esiste anche un livello politico, del quale possono far parte anche le manifestazioni.

continua

4 pensieri riguardo “Una seria confutazione di alcune opinioni benpensanti, ciniche e falsamente brillanti (Global Strike for Future/3)

  1. Sono d’accordo e apprezzo (sono a casa in sciopero, e nella mia vita lavorativa ne ho fatti pochissimi). Domani vedrò quanti studenti hanno partecipato. Ma mi spieghi perché la maggior parte degli oltre milleduecento studenti del mio liceo sono troppo pigri per separare la carta dalla plastica e dalle lattine e non fanno un passo per gettare gli involucri delle mer(en)dine che mangiano ininterrottamente negli appositi contenitori (che sono ovunque)? O perché la quasi unica preoccupazione del Comitato studentesco sono le felpe col logo dell’istituto?
    Non c’entra forse anche il fatto che in Italia (diversamente ad esempio dalla Germania) per decenni l’unica forma di impegno omologata e ammessa era l’impegno marxista, e tramontato il marxismo è tramontato anche l’impegno?

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