La statua e l’assenza

A Genova, dal 2001, Porta Siberia ospitava il Museo Luzzati, un luogo in cui, oltre a lavori del pittore e scenografo, venivano ospitati laboratori e mostre. Il museo, per ragioni che non ho voglia di stare a discutere e che porterebbero ad una riflessione sulla politica culturale genovese, è stato chiuso. Pare che nei prossimi mesi il Museo sarà riaperto a Palazzo Ducale, negli spazi in cui si trova l’Informagiovani, che sua volta traslocherà a Palazzo Tursi, ma ancora incerto è il destino che attende la statua che si trovava al di fuori del Museo Luzzati.

La scultura era nata come elemento scenografico per un allestimento degli Uccelli di Aristofane ed è altamente significativa dell’opera di Luzzati. Il bassoventre a spirale non può far pensare ad altro che a Ubu, forse il personaggio che meglio incarna lo spirito del Teatro della Tosse, fondato da Luzzati insieme, tra gli altri, ad Aldo Trionfo e Tonino Conte; la collocazione in un’area dove passano tante persone e giocano tanti bambini era poi quanto mai azzeccata e in linea con lo spirito così sereno e generoso del maestro, il quale, per quanto omaggiato in vita dall’apertura di un museo, passeggiava serenamente per i vicoli, magari fermandosi presso le bancarelle a cercare libri e riviste da ritagliare per i suoi lavori.

Ebbene, attualmente la statua si trova smontata e depositata in un garage, in attesa di trovarle una collocazione e nella speranza che non si deteriori.

Oggi ho visto e fotografato che cosa c’è al suo posto, vicino all’ex-museo, diventato un infopoint con i progetti del nuovo ponte sul Polcevera.

Da quando una decina di mesi fa ho inaugurato questo blog, non ho mai scritto nulla a proposito del Ponte Morandi e anche adesso non saprei scrivere qualcosa che valga la pena di essere letto. Posso solo dire che mi viene in mente un’assenza. Per un intero anno scolastico, ogni mattina, sceso dalla metropolitana e uscito dalla stazione, mi giravo a sinistra e vedevo uno strallo del Ponte rimasto in piedi. Dall’inizio di questo anno, invece, mi giro e non vedo niente.

Questo triste pezzo di calcestruzzo al posto della buffa scultura di Luzzati forse è un’involontaria opera d’arte concettuale sull’assenza: l’assenza della statua di Luzzati, l’assenza di un ponte che non c’è più e l’assenza di un ponte che non c’è ancora. Forse le transenne che non c’erano e non impedivano ai bambini di salire sul piedone del gigante non servono per proteggere il robusto calcestruzzo, ma per suggerire un lavoro in corso.

Forse.

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