Luoghi comuni

In un vecchio file, che avevo pretenziosamente intitolato Omaggio a Flaubert, avevo preparato qualche voce per un Prontuario di sintagmi e proposizioni utili per vivere e discutere agevolmente nel 2016. Mi va di renderlo pubblico, con considerazioni che in qualche modo storicizzano questi luoghi comuni.

  • Ormai basta una stampante 3D. Oggi la formula ricorre meno frequentemente, ma c’è stato un periodo di entusiasmo tecnologico in cui pareva che con le stampanti 3D si potesse fare qualsiasi cosa, compreso il cibo (ma non sono più comodi gli stampini? mi domandavo ingenuamente). Io non ho ancora ben capito che cosa ci si possa in realtà combinare, ma ho un amico che costruisce delle protesi per la figlia a cui manca la mano, perciò a qualcosa di molto utile sicuramente servono.
  • Il mondo (o la galassia) LGBT(Q). L’acronimo mi sembrava già molto lungo e avevo prudenzialmente aggiunto la Q, anche se il significato di queer continua ad essermi poco chiaro. Nel frattempo l’acronimo si è allungato e so che si è arrivati perlomeno a LGBTQIAPK, in una lottizzazione dell’orientamento sessuale che ricorda la polverizzazione della sinistra italiana. A me rimane il dubbio che molti non sappiano che il comodo “omosessuale” può essere sia maschile sia femminile, così penso divertito all’alunno che più di dieci anni fa mi chiese “professore, ma è vero che Michael Jackson è uomosessuale?”
  • Icona gay. Raffaella Carrà, Lady Gaga. Come si diventa icone? A volte ho il terribile dubbio che abbia ragione Scialpi, anzi Shalpy, in un video agghiacciante di una canzone inascoltabile (se ve la sentite, guardate in fondo a questo pezzo).
  • Animal free. Un giorno stavo comprando un paio di scarpe, quando il commesso mi magnificò l’assortimento del negozio che includeva pure scarpe “animal free”. Lo guardai perplesso, ma comprai ugualmente le scarpe. Il negozio cercò di diventare un punto di riferimento per le calzature vegane, ma purtroppo adesso è chiuso. Peccato, non aveva brutte scarpe.
  • Cruelty free. Versione estrema e ancor più colpevolizzante dell’animal free.
  • Gluten free. Mentre i celiaci devono fare una vitaccia per evitare contaminazioni e sognano ogni tanto una pizza o una slerfa di focaccia, c’è chi ritiene il glutine la causa di tutti i malanni e se ne priva senza alcuna apparente ragione. Questa forma di ortoressia prevede che sia profondamente virtuoso avere delle intolleranze alimentari.
  • Pellicola (film/libro) cult. Un tempo il sintagma era riservato a opere di nicchia, oppure a pellicole con fans estremamente coinvolti e fedeli: On the road di Kerouac libro di culto, Rocky Horror Picture Show film di culto. Oggi si è giunti a un politeismo quasi induista.
  • Il nuovo capolavoro di. Tipica fascetta di copertina alla quale molti credono.
  • La pornostar. Il più delle volte una disgraziata senza soldi e vittima di violenze, l’attrice porno è comunque sempre star.
  • Sale la febbre per. Espressione da titolo gridato, come in effetti i titoli giornalistici sono molto spesso. In una profezia autoavverantisi, a forza di parlare di una febbre che sale, molti prendono l’influenza.
  • #. Sempre e comunque gli hashtag. Senza, sei fuori dallo Zeitgeist (eh, che parolona!)
  • Il bullismo sui social. Mentre masse di adulti affetti da disortografia scrivevano frasi feroci su Facebook e si insultavano su Whatsapp, i genitori si preoccupavano del bullismo su internet, dimenticandosi che 30 anni prima nei bagni delle scuole da loro frequentate gli sfigati erano infilati con la testa nel cesso, sempre che il bagno non fosse occupato da qualcuno che si bucava. Oggi, perlomeno, un po’ più di gente ha capito che il primo bullismo da sconfiggere è quello degli adulti.
  • La reazione dei social. Succede qualcosa, preferibilmente una tragedia o una vittoria sportiva, e si rilanciano post e cinguettii di personaggi più o meno noti. È la versione contemporanea del servizio da telegiornale in cui si rendeva conto delle esternazioni insignificanti di insulsi uomini di piccolo o grande potere. Massimamente avvilente è la reazione dei social di fronte ai titoli dei temi di maturità.
  • In un tweet ha annunciato. Quello che prima si faceva da Maurizio Costanzo o da Bruno Vespa (l’importante era non farlo in Parlamento), ora viene fatto su Twitter. Come già scrissi, “il fatto che tanti politici abbiano la mania di twittare è un forte indizio della probabilità che Twitter sia una cagata pazzesca”. A Trump piace molto twittare. Anche a Gasparri. Per Salvini ci pensa il suo staff.
  • Un oggetto di culto. Chi usa la frase pensa di usare una metafora, ma di fronte al trionfo della merce va presa alla lettera. Un paio di flash dai miei anni inglesi: un sabato o una domenica, entrando in un grosso supermercato Sainsbury’s, ebbi la sensazione che stessi per entrare in chiesa; nei pressi di un centro commerciale di Reading, alla fine del millennio, fu collocato un monumento in bronzo al sacchetto della spesa.
  • Un must. Tanti must, tanti doveri. E dire che si potrebbero avere enormi possibilità di essere liberi.
  • Come disse Montanelli. Credo che questo inciso non sia più molto usato e non posso che rallegrarmene, tuttavia c’è stato un periodo, nemmeno troppo breve, in cui si alludeva a Montanelli quasi come a un punto di riferimento. La cosa curiosa è che ciò non avveniva tra i lettori fedeli del Montanelli pre-1994, cioè precedente la “discesa in campo” di Berlusconi e il conseguente abbandono della direzione del “Giornale”, ma tra persone se non proprio di sinistra, perlomeno liberal o comunque non reazionarie. Come ben si sa, a meno che non si sia molto giovani, la bizzarra popolarità a sinistra del Montanelli degli ultimi anni fu dovuta alla sua avversione per Berlusconi, come se ciò bastasse a giustificare, non dico i suoi almeno 60 anni precedenti di giornalismo, ma anche le sue ultime uscite. Tralasciando infatti la giovanile ed entusiasta adesione al regime, la vergognosa vicenda del matrimonio etiope (e conseguente bigamia), la rivisitazione nostalgica del fascismo e tante tante altre amenità, era proprio l’antiberlusconismo degli anni estremi ad essere bacato. In un’intervista Montanelli disse che “Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, Berlusconi anche al Quirinale, Berlusconi dove vuole, Berlusconi al Vaticano. Soltanto dopo saremo immuni. L’immunità che si ottiene col vaccino”. Non ci siamo immunizzati.

10 pensieri riguardo “Luoghi comuni

  1. Eppure alcuni sono veritieri.
    Ho provato un fanciullesco entusiasmo quando in un episodio di Gomorra ho visto Genny Savastano stamparsi in 3D una pistola monocolpo: mi si è spalancato come un universo di possibilità.

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      1. Sì, lo è, in effetti. Ma anche comprarsela.
        Se, come pare essere, la deriva sarà l’armarsi autonomamente, preferirei, per ragioni economiche ma anche culturali, l’open source.
        Ecco, anche tutto l’ambito della sicurezza personale è una fonte inesauribile di luoghi comuni (anche quelli condivisibili).

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    1. Onorato.
      Mi hai fatto venire in mente un episodio di 35 anni fa, che non c’entra molto ma che racconto ugualmente. Ero in montagna ed ero in casa di un amichetto che stava facendo degli esercizi per la dislessia, quando suo cugino, gentleman in erba, mi spiegò “sì, fa gli esercizi, cos’è che è? Lesbico?”
      Per il cruelty free, invece, la questione è complicata. Non mi sento un sanguinario, ma stasera ho mangiato senza rimorsi il bollito, quindi non so che cosa dire.

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      1. Caro te, non so che dire neanch’io. Dopo circa due anni di vegetarianismo quasi completo, alle ultime analisi il medico mi ha trovato i globuli rossi un po’ sbiaditi. Il problema non è mangiare carne, è come vengono allevati e trattati gli animali che mangiamo. I lager poi si riverberano…

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  2. Ciao Alessandro, un applauso a questo articolo. Molte dei sintagmi che hai utilizzato non li sopporto a pelle neanche io, e si abbinano agli anglicismi inutili che accompagnano il discorrere quotidiano dell’italiano medio che personalmente non sopporto. Non sapevo che il mondo LGBT (e sottolineo mondo, se non in alcuni momenti la “galassia”, giusto per essere moderati nell’uso del linguaggio) fosse arrivato a quell’espressione algebrica che hai riportato. Mi chiedo se sia un’iperbole che hai utilizzato tu, o sia vera. Non mi stupirei fosse vera. In un paese in cui e’ comune usare il “ma anche no”, non mi strapperei le vesti. Icona: che parola abusata. Ricordo che tu me l’avevi proposta come indigesta in un’altra occasione. Da icona a conato, il passo e’ breve. Che twitter sia il passatempo dei frustrati (che vanno a rompere le palle ai mediocri famosi) e dei mediocri saliti alla ribalta, credo sia un dato di fatto tanto evidente, quanto non preso in considerazione. Se la suonano e se la cantano tra loro ( in un twitt ha annunciato… il tramonto dell’Occidente e non solo in 5 parole). Il bullismo sui social. Condivido ogni parola. Ricordo il bullismo non sui social. la strada per debellarlo e’ piuttosto impervia. Come disse Montanelli, e’ una frase con non ho incontrato spesso, e non sono giovane. Forse non me ne sono accorto. Tra l’altro a Montanelli ebbi la ventura di rivolgergli una domanda quando avevo 20 anni ad una sua conferenza a Torino. Anche in quell’occasione, fu neanche tanto velatamente un nostalgico, ma alla maggioranza dei partecipanti, andava bene cosi, anche se loro erano tendenzialmente di sinistra. Erano gli anni dell’antiberlusconismo (e del suo speculare), filone letterario e giornalistico che ha fatto la fortuna di molti, cosi com il berlusconismo ha fatto la fortuna di molti altri in altri settori. Ambedue i fenomeni non hanno fatto la fortuna del paese. E come dici tu, il vaccino non ha sortito alcun effetto. Anzi. “Come diceva Montanelli”: mi turo il naso e voto DC. Credo che “questa sua massima”, accomuni il Montanelli giovane, adulto, anziano, e che purtroppo sia la massima, inconsciamente o consciamente maggiormente avallata dalla maggioranza.

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    1. Grazie, son contento che l’articolo ti sia piaciuto.
      Giuro che l’acronimo LGBTQIAPK esiste. Andando a memoria (così se sbaglio è più divertente), significa lesbo gay bisexual trans queer intersexual asexual poliamatorist kinky.

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