Monte Bianco e vetrate: la chiesa di Notre-Dame-de-Toute-Grâce

Immaginate di ammirare il Monte Bianco dal versante francese, di girare il collo a sinistra di novanta gradi e di ammirare la facciata di una chiesa con un mosaico di Fernand Léger: potete farlo sul plateau d’Assy a Passy.

Per prima cosa consiglio a camminatori, alpinisti, arrampicatori di non aspettare una giornata di brutto tempo per andarci. Cercate casomai di abbinare la visita alla chiesa a una camminata, una scalata, una via d’arrampicata nei dintorni, ma non privatevi del piacere di ammirare contemporaneamente le montagne e la chiesa.

Quando scendete da Chamonix verso Annecy, Passy si trova all’inizio della pianura dalla quale potete risalire a Megeve, Saint-Gervais, Les Contamines. A destra, invece potete risalire ai 1000 metri di quota del plateau d’Assy. La zona era un tempo ricca di sanatori e proprio in uno di questi morì nel 1934 Marie Skłodowska, che rispetto al marito Pierre Curie ebbe il tempo per compiere nuove ricerche, vincere un secondo Nobel e patire i dolori della malattia.

La chiesa fu invece costruita tra il 1937 e il 1946 su progetto dell’architetto Maurice Novarina, che volle utilizzare i materiali – in particolare la pietra – tipici del luogo. Un’ottima scelta, considerando quanto il nudo cemento sia sì versatile, ma soggetto a un decadimento estetico e pure strutturale che è sotto gli occhi di tutti.

Il primo gioiello acquistato per la chiesa è stata una vetrata di Georges Rouault, alla quale si aggiunsero altri 4 pezzi di quello che nel XX secolo è forse il pittore più importante di soggetti sacri.

Soggetti sacri del Nuovo Testamento intendo, perché per l’Antico dobbiamo sicuramente pensare a Chagall. Proprio di Chagall è la ceramica che si vede nel Battistero, dietro al fonte battesimale di Carlo Sergio Signori, che, nella mia ignoranza, ha curve che fan pensare a Henry Moore.

Marc Chagall, Passaggio del Mar Rosso

Dietro l’altare c’è un grande arazzo di argomento apocalittico di Jean Lurçat, mentre il crocifisso in bronzo di Germaine Richier non fu subito accolto con ammirazione unanime per il suo aspetto legnoso e poco umano.

L’altare con l’arazzo di Jean Lurçat e il crocifisso di Germaine Richier

Segnalo ancora, facendo torto alle opere che qui non cito, l’altare del Santissimo Sacramento con una grande ceramica di Matisse e il tabernacolo bronzeo di Bracque.

Usciti fuori, non dimenticate di guardare nuovamente il grande mosaico con gli appellativi mariani

Lo so, l’inquadratura non è granché

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