Internet e filologia

Appena mi arriva la notifica di un nuovo pezzo di Elena Gramman mi rallegro perché la sua scrittura e il suo pensiero sono così lucidi e precisi da lasciarmi sempre ammirato e con qualcosa su cui riflettere. Così, pochi minuti fa leggo un suo pezzo che mette in relazione due passi per me molto importanti: la guarigione dell’indemoniato geraseno nel Vangelo di Marco e il passo di Pascal per cui Le moi est haïssable, l’io è detestabile.

Mi stupisco di non aver mai pensato di accostare questi due passi e, come è per me inevitabile ogni volta che mi imbatto nel passo di Pascal, penso all’interpretazione che ne diede Giorgio Caproni nella bellissima “Oh cari” compresa ne “Il Conte di Kevenhüller”. Per pigrizia non mi alzo dal tavolo e digito su Google “Oh cari”. Apro il primo risultato del motore di ricerca e leggo questa roba qua:

Sorvoliamo sui peculiari a capo e rientri di Caproni che qui spariscono. Ma che cos’è quel “Tutti / mamma”? Il mio invecchiamento è giunto già al punto che io non ricordo più una poesia tanto amata?
Passo allora al secondo risultato della ricerca su Google:

Di nuovo la mamma! Riprovo, modificando la chiave di ricerca: “Oh cari Caproni”. Niente da fare, ricompare la mamma.

Finalmente mi alzo e prendo dalla libreria il Meridiano dell’Opera in versi e leggo la poesia corretta. Chi sia stato il primo a tirar fuori la mamma non lo so. Non so neppure se si tratti di una questione di copia e incolla da una pagina web all’altra, oppure se l’errore sia poligenetico e dovuto alla correzione automatica. Potrei provare a indagare, ma lascio volentieri il compito a chi ne avesse voglia.

Vi lascio invece la poesia con il testo e gli a capo corretti.

Oh cari

   Apparivano tutti
in trasparenza.
Tutti
in anima.
Tutti
nell'imprendibile essenza
dell'ombra.

Ma vivi.

Vivi dentro la morte
come i morti son vivi
nella vita.

Cercai
di contarli.

Il numero
si perdeva nel vuoto
come nel vento il numero
delle foglie.

Oh cari.
Oh odiosi.

Piansi
d'amore e di rabbia.

Pensai
alla mia mente accecata.

Chiusi la finestra.

Il cuore.

La porta.

A doppia mandata.

3 pensieri riguardo “Internet e filologia

      1. Non esageriamo…
        Grazie del link, del lusinghiero apprezzamento e della poesia di Caproni che non conoscevo. E’ un onore sentirsi consonanti con Caproni 🙂 .
        Bellissima la storia della mamma (d’altra parte, siamo in Italia…). Il problema dei testi poetici su internet, a meno che non si tratti di siti superseri, è una disperazione. Ed è un peccato, perché a volte, soprattutto per autori non così popolari, arrivare al cartaceo è complicato e l’internet farebbe comodo…
        Grazie ancora e buona domenica 🙂

        Piace a 1 persona

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