Verso il Tor des Géants (3). Un abbozzo di programmazione

Se uso la parola “resilienza” pigliatemi a bastonate finché resisto e anche dopo.

Alessandro Montani, frase inventata per l’occasione

Scriviamo subito le avvertenze, o, come usa dire oggi, il disclaimer: non imitate i miei consigli di allenamento, anche perché non darò consigli di allenamento, ma racconterò quel che farò io e solo io nel pieno della mia responsabilità.
Anche nel pieno delle mie facoltà mentali? Non esageriamo.
Ulteriore avvertenza: io mangio con piacere e in abbondanza, ancora adesso il trogolo della famiglia, quello che finisce gli avanzi, sono io, non ancora scalzato nell’importante ruolo dal figlio diciassettenne.

Checkup preliminare. Appurato che alla visita sportiva agonistica il medico mi ha promosso (ma anche il medico è iscritto al Tor, quindi ha una visione particolare di ciò che può far bene alla salute), occorre fare il punto sulle proprie condizioni fisiche, al di là dell’allenamento che per ora manca.

Ho mal di schiena e devo perdere qualche chilo.

300 e passa chilometri su e giù per i monti sono ovviamente quanto di peggio ci possa essere per la lombalgia, le ernie e compagnia dolorante, ma d’altra parte ho una moglie fisiatra. In verità il luogo comune vuole che il calzolaio vada in giro con le scarpe rotte, così il marito della fisiatra dovrebbe andare in giro con la schiena rotta, tuttavia la colpa non è della moglie, che deve rassegnarsi alle idee balzane del marito e consigliargli di allenarsi come si deve. Sì, perché al di là delle battute, la moglie sa che il marito tra pochi giorni compirà 49 anni e dunque che se vuol fare certe cose non può improvvisare. Conosco dunque gli esercizi necessari per sbloccare il bacino e prevenire il mal di schiena, ma non è che li esegua tanto. So anche che è fondamentale fare tanta ginnastica, ma per ora ne sto facendo poca. Ovviamente sulla questione ginnastica tornerò spesso e per ora cerco di dar retta alla moglie che quando al mattino prima di uscire mi vede redeno e sbilenco mi spiega come mobilizzare il bacino. Certo che se potessi arrampicare un po’ sul pannello, allora sì che il bacino diventerebbe un po’ più mobile!

Quanto al peso, chi mi vede non può dire altro se non che sono in forma e non ho bisogno di dimagrire, tuttavia nei momenti di maggior forma ero intorno ai 72 chili, mentre adesso sto poco sotto i 77, a volte sotto i 76. Chi corre in salita, ma anche chi corre in pianura, sa bene che 4 o 5 chili in più o in meno si sentono eccome. Chi è meno addentro a queste cose, invece, forse non sa che dimagrire e perdere peso non sono sinonimi. Sì può perdere peso perdendo muscoli, nel qual caso non si ha un vero dimagrimento, oppure si può perdere grasso aumentando allo stesso tempo la massa magra e, visto che il muscolo pesa più del grasso, paradossalmente sarebbe possibile dimagrire senza perdere peso. Di conseguenza è probabile che in queste prime settimane di ripresa seria degli allenamenti io veda la vita asciugarsi di quel poco di ciccia che la circonda, ma senza che l’ago della bilancia (in realtà i led della bilancia impedenziometrica) si sposti verso il basso perché i quadricipiti si stanno ingrossando. Occorre quindi pazienza, ma è necessario che la pancia si asciughi, i muscoli si irrobustiscano e il peso diminuisca.

Per me, che non ho mai avuto problemi di peso, dimagrire non è semplicissimo perché non l’ho mai dovuto fare, non sono mai stato a dieta, tuttavia qualche limitazione alimentare in passato me la sono già imposta. In particolare ho fatto digiuno alcolico nei periodi precedenti le gare più importanti. Non è che io beva come Mauro Corona, ma sento che astenermi da vino e birra aiuta nei periodi di allenamento più intenso. Forse l’effetto è più psicologico che altro, ma visto che la corsa di lunghissima durata è una disciplina anche di testa, sarà bene imporsi questa rinuncia. Per ora mi dico che potrei cominciare dopo Pasqua, quando quest’anno tra l’altro compirò 49 anni, o magari dopo Pasquetta, quando saranno smaltite le bottiglie aperte il giorno prima. È vero che da qui al Tor passeranno molti mesi, ma devo anche tener conto che nel frattempo dovrò correre almeno una gara molto molto dura, anzi la più dura di tutte.

Gare intermedie. Dopo il rinvio dell’anno scorso, tornerò a correre (in salita mica tanto a correre) la Monterosa Sky Marathon. Questa volta cercheremo di restare nei cancelli orari, ma ho già una scusa pronta per un eventuale fallimento: pochi giorni prima avrò il richiamo del vaccino antiCovid, che spero proprio che non sia una mazzata come la prima dose fatta due giorni fa e che ieri mi aveva lasciato con le ossa rotte (ma oggi sto già benone).

Per quanto riguarda altre eventuali competizioni, ho già in testa alcune idee, così come ho in testa qualche bell’allenamento lunghissimo, ma per ora non mi sbilancio e cerco di creare un po’ di suspense tra i miei lettori.

Nel frattempo, in attesa di affidarmi alla saggia direzione degli amici della Sisport per quanto riguarda gli allenamenti di corsa, il lavoro muscolare e l’alimentazione, faccio mio il motto che forse mi sono inventato e che mi sono ormai convinto che provenga unitamente da Jerry Moffat e Wolfgang Güllich: get more power!

Foto d’epoca di Jerry Moffat e Ben Moon, cioè del primo 8a+ e del primo 8c+ al mondo. All’epoca, tra noi ragazzini che arrampicavamo a Punta Vagno circolò la leggenda che Ben Moon pesasse 35 chili (30 senza i dreadlocks). Qualche anno fa, a 49 anni, Ben Moon ha scalato con grande eleganza un 9a, direi che è di buon auspicio per me.

Puntate precedenti:

1. Preso!

2. Sogni mostruosamente proibiti

6 pensieri riguardo “Verso il Tor des Géants (3). Un abbozzo di programmazione

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