Love love love

Un giorno sentii dire da un coltissimo e profondo biblista che è illusoria la “teologia elastica” per la quale solo toccando gli abissi del male si può risalire al bene. Più prosaicamente, Daniele Silvestri cantava che “più giù di così / non si poteva andare / più in basso di così / c’è solo da scavare”. Insomma, augurarsi che Berlusconi diventi Presidente della Repubblica così si fa vedere al mondo che roba è diventata l’Italia non mi sembra una cosa furba, tanto è vero che il quadriennio di Trump non mi sembra che abbia portato gli statunitensi a capire che Pericle è meglio di Bokassa.

Ma lasciamo stare queste banali riflessioni e passiamo all’ineffabile icona apparsa oggi sul quotidiano di proprietà del Silvio.

Ma quanto è bello

L’imago è accompagnata da una sobria didascalia che recita

Chi è Silvio Berlusconi

Una persona buona e generosa.
Il padre di cinque figli e nonno di quindici nipoti.
Un amico di tutti, nemico di nessuno.
Tra i primi contribuenti italiani.
Tra i primi imprenditori italiani per la creazione di posti di lavoro.
Il più giovane imprenditore italiano nominato Cavaliere del Lavoro.
Un self-made man, un esempio per tutti gli italiani.
L’inventore e costruttore delle città “sicure”, con tre circuiti stradali differenziati.
Il primo editore d’Italia e il più liberale.
Il fondatore della Tv commerciale in Europa.
Il fondatore con Ennio Doris della “Banca del futuro”.
Il Presidente di Club che ha vinto di più nella storia del calcio mondiale.
Parlamentare europeo in carica.
Il fondatore del centrodestra liberale, cristiano, europeista e garantista.
Il più votato parlamentare italiano con più di 200 milioni di voti. 
Il presidente del Consiglio che ha governato più a lungo nella storia della Repubblica.
L’ultimo presidente del Consiglio eletto democraticamente dagli italiani (2008).
Il presidente del Consiglio che in solo sei mesi ha ridato una casa ai terremotati dell’Aquila (2009).
Il presidente del Consiglio che mise fine alla guerra fredda realizzando l’accordo di Pratica di Mare tra George Bush e Vladimir Putin (2002).
Il leader occidentale più apprezzato e più applaudito (8 minuti) nella storia del Congresso americano.
L’italiano più competente nella politica internazionale, ascoltato e apprezzato, autorevole e umano, capace di intessere e coltivare le amicizie personali più profonde con i più importanti leaders mondiali.
È soprattutto l’eroe della libertà che, con grande sprezzo del pericolo è sceso in campo nel ’94 per evitare a tutti noi un regme autoritario è illiberale.

E quindi, chi come lui?

C’è poco da fare, siamo abituati a personaggi che a forza di ripetere idiozie rendono vera agli orecchi dei devoti qualsiasi cosa, ma all’improvviso, come una Maria Callas che dopo tanti anni torna sul palco, lui si manifesta come il più bravo. Se Salvini e Meloni si dannano l’anima e a forza di odio contro tutti cercano nuovi fans, lui ha capito che l’amore vince tutto, e tutto riscrive, così la Guerra fredda può finire nel 2002 e il Presidente del Consiglio essere eletto dal popolo italiano.

Shantih shantih shantih

love love love

3 pensieri riguardo “Love love love

  1. Stasera ho visto Piazzapulita, e in studio c’era colui che pronunciò per mesi come un mantra la frase “Berlusconi si deve dimettere”: Pierluigi Bersani. Era in evidente stato confusionale, pronunciava frasi senza senso. Il conduttore è stato davvero spietato, perché anziché glissare l’ha preso per il culo dicendo agli altri ospiti: “Qualcuno vuole tentare un’esegesi del pensiero bersaniano?” 🙂

    Piace a 1 persona

      1. Quando Renzi tentò di fare una scalata al potere all’interno del PD, l’allora segretario Bersani per non farsi scalzare da lui cercò di tarpargli le ali con tutti i giochetti sporchi possibili e immaginabili. Poi, quando Renzi riuscì a cacciarlo lo stesso dal PD, Bersani fondò Liberi e Uguali con il solo e preciso scopo di fargli perdere le elezioni. In questo Bersani si rivelò un perfetto politico di sinistra: infatti gli uomini di quella fazione sono storicamente incapaci di capire che solo presentandosi alle elezioni tutti uniti (anche accantonando pesanti antipatie personali) è possibile vincere, e ci tengono così tanto a farsi i dispetti tra di loro che sono disposti anche a far vincere la destra pur di mandare in porto le loro meschine ripicche.
        Giochetti sporchi, ripicche stupide, antipatie personali messe davanti al bene dell’intera fazione: il peggio del peggio che la politica possa offrire, e Bersani lo incarna perfettamente.
        Il bello è che Bersani fece di tutto per tarpare le ali a Renzi non per divergenze ideologiche, ma per pura sete di potere, per la sola voglia di rimanere incollato alla poltrona. Per lo stesso motivo nel 2013 arrivò a supplicare Grillo di fare un governo con lui dopo aver passato l’intera campagna elettorale a insultarlo: lì fu ancora più evidente che pur di non mollare la poltrona avrebbe venduto anche la mamma.
        Per questi motivi, pur provando la massima disistima nei confronti di Renzi, non posso assolutamente condividere la tua simpatia per Bersani. Grazie per la risposta! 🙂

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