Salvini: il parente scemo di cui ci si vergogna

Lo scemo di cui parlo non è certo la persona disabile, dal momento che si spera che nel 2022 nessuno sia così incivile da vergognarsi di un familiare o, in generale, di una persona prossima disabile.

Parlo di chi si comporta da scemo, della persona imbarazzante – oggi si ama dire cringe per la stessa ragione psico-linguistico-sociologica per cui i pregiudizi sono diventati bias -, di chi non perde occasione per dire bestialità che ti fanno desiderare di sparire inghiottito dalla terra, di chi magnifica le proprie prestazioni amatorie in pubblico. Nel linguaggio tecnico dell’analisi antropo-psico-socio-politica definiamo questa persona come coglionazzo.

Esemplare perfetto di coglionazzo è naturalmente Matteo Salvini ed è inutile che stia a portare elementi a supporto della mia tesi, tanto la maggior parte delle persone sanno già perché lo è, mentre chi lo stima non cambierà certo idea. Il bello è che idea su di lui non la cambiano neppure i compagni di coalizione, tanto che la Presidente del Consiglio in pectore, Giorgia Meloni, ha già detto che non intende affidare a Salvini nessun ministero strategico. Senza grandi sforzi di traduzione ciò significa “ti devo dare un ministero, ma sapendo che collezionerai figure di merda, cercherò di limitare i danni”. Tuttavia Salvini, almeno per ora, si è deciso che non può essere abbandonato a se stesso per ragioni che forse più che con la strategia politica hanno a che fare con quella sorta di rispetto verso i cosiddetti padri nobili, quand’anche essi siano padri rincoglioniti (nel caso in cui il padre rincoglionito sia già stato un coglionazzo il passaggio è quasi impercettibile). Si dice che la base leghista brontoli ad avere Salvini come segretario, ma i colleghi dirigenti pare che cincischino a dargli il benservito, per un misto di gratitudine e, appunto, rispetto. Per ora si è esposto soltanto Bobo Maroni, che ha dalla sua il fatto di aver avuto una carriera più prestigiosa di quella di Salvini.

All’ampio dossier di scempiaggini pronunciate da Salvini possiamo comunque aggiungere quella uscita oggi dalla sua bocca troppo poco spesso chiusa: visto che Umberto Bossi non è riuscito ad essere eletto alla Camera, Salvini ha detto che si impegnerà per fargli assegnare un seggio da senatore a vita. L’imbecille forse non sa davvero che la riforma costituzionale dell’articolo 59 avvenuta nel 2020 ha stabilito che i senatori a vita nominati dal Presidente della Repubblica possono essere in tutto al massimo 5. Con la modifica dell’articolo si è posta fine a quell’ambiguità per cui alcuni presidenti ritenevano di poter nominare 5 senatori indipendentemente da quanti già ce ne fossero, mentre altri si comportavano come prevede adesso l’articolo 59 riformato.
In altre parole Bossi non può essere nominato senatore a vita, a meno che qualcuno dei senatori a vita in carica muoia.

Vabbè, in questa situazione politica che a me non piace per niente, mi godo lo spettacolo dello scemo Salvini che finge di spendersi per il già scemo e attualmente rintronato Bossi.

Umberto Bossi e Matteo Salvini

5 pensieri riguardo “Salvini: il parente scemo di cui ci si vergogna

  1. Sono pessimista: Bossi è rientrato in gloria e Salvini non ce lo scaviamo. Avrà il suo ministero “pesante”. Se Meloni riesce a tenerlo fuori dai posti che contano, giuro che mi suscita una scintilla di simpatia.
    Il termine tecnico del linguaggio antropo-psico-socio-politico è perfetto.

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