Illusioni ottiche e giardini di plastica

A Genova lo hanno visto in tanti, molti probabilmente se ne sono accorti e forse qualcuno ne ha pure parlato. Da via Madre di Dio a un certo punto si vede il ponte di Carignano:

La foto è scattata dalla rotatoria presso l’ingresso del parcheggio della Marina, se volete l’indicazione precisissima, eccola qua:

Molti avranno già capito: quel ponte che nella foto sembra scendere da sinistra verso destra, in realtà è in salita. Garantisco che la macchina fotografica era dritta, questo è proprio quello che si vede, cioè una strada che da Piazza Sarzano scende verso piazza Carignano. Ma noi sappiamo benissimo che quella strada è una salita, anche abbastanza ripida, stando a Strava del 7,4% di pendenza. Ho studiato filologia e non ottica, perciò non so dare spiegazioni di questa illusione ottica che mi ricorda l’illusione di pendenza che un amico romano mi aveva mostrato su una strada vicino a Roma, dove tanti si fermavano, spegnevano il motore, lasciavano in folle, non tiravano il freno a mano e sperimentavano il prodigio di un’auto che, invece di scendere, saliva.
Mi si dirà allora che potrei ricavare qualche metafora istruttiva e dire che non sempre possiamo fidarci di ciò che vediamo con i nostri occhi, ma sarebbe un tantino scontato, quindi lascio eventualmente ad altri la spiegazione scientifica e invece ricordo ai non genovesi che sotto il ponte di Carignano fino al 1973 c’era il quartiere di via Madre di Dio, che fu raso al suolo per fare posto ai palazzi della Regione e a dei giardini che furono battezzati come “giardini Baltimora”, ma che per tutti furono i “giardini di plastica”. Il toponimo popolare è talmente radicato che ne tiene conto anche Google Maps.

I giardini di plastica erano noti non solo per l’aspetto piuttosto triste e, appunto, finto, ma anche per le siringhe che, negli anni Ottanta, non erano meno numerose dei fili d’erba.

I giardini di plastica. Il caso ha voluto che oggi passasse un uomo che pare essere sopravvissuto agli anni Ottanta

Per concludere, un pezzo di new wave genovese di inizio anni Ottanta: Simon Dietzsche, Giardini di plastica.

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...