Sullo stato del giornalismo/5. Altre parole ad minchiam sulla scuola

Divento ripetitivo e mi dispiace, ma l'approssimarsi dell'inizio delle lezioni evidentemente mi sta mettendo in agitazione. Di nuovo, ci troviamo di fronte a un titolo scritto con l'obiettivo di fare un po' di caciara e con il risultato di inquinare il dibattito anche tra gli insegnanti. Ammetto di apprezzare l'aggiornamento del titolista, che per lo … Continua a leggere Sullo stato del giornalismo/5. Altre parole ad minchiam sulla scuola

Sullo stato del giornalismo/4. Numeri ad minchiam

Leggi il titolo “Rischio esonero per 400 mila tra prof e bidelli” e sai già non solo che il titolo è sensazionalistico, ma che l’articolo che stai per leggere sarà un’idiozia. Nel sommario o catenaccio leggi poi “Oltre il 40 per cento del personale ha più di 55 anni. Un docente su tre rifiuta i … Continua a leggere Sullo stato del giornalismo/4. Numeri ad minchiam

Sullo stato del giornalismo/3. Anche i ricchi piangono

Leggi un titolo del genere e subito pensi che dovresti arrabbiarti. Dal titolo intuisci quel che leggerai dopo, la storia di una diciassettenne positiva al Covid. Non malata, solamente positiva, nulla di non dico tragico, ma neppure drammatico. Ad alimentare il panico, l'accoppiamento con la notizia, questa sì più preoccupante, di un coetaneo in terapia … Continua a leggere Sullo stato del giornalismo/3. Anche i ricchi piangono

Su Palermo la Repubblica dice cose più stupide di Salvini

Le infamie scritte da Salvini erano largamente prevedibili: il suo lavoro è quello dello sciacallo e da quando è all'opposizione è un mestiere che può svolgere senza le remore che, a una persona normale e persino subnormale, deriverebbero dal ruolo istituzionale. Per chi non lo sapesse, l'ex-ministro ha scritto "A furia di pensare solo agli immigrati, … Continua a leggere Su Palermo la Repubblica dice cose più stupide di Salvini

Epidemia e personaggi incredibili

Mi concedo una variazione rispetto alla mia rubrica rancorosa sui personaggi orrendi cambiandole di titolo. Molti dei personaggi erano già stati trattati, ma sono recidivi e mi tocca spendere qualche parola su di loro. Per quale motivo lo faccio? Perché servirà a qualcosa? Non credo proprio. E allora perché lo faccio? È ovvio: lo faccio … Continua a leggere Epidemia e personaggi incredibili

Luoghi comuni

In un vecchio file, che avevo pretenziosamente intitolato Omaggio a Flaubert, avevo preparato qualche voce per un Prontuario di sintagmi e proposizioni utili per vivere e discutere agevolmente nel 2016. Mi va di renderlo pubblico, con considerazioni che in qualche modo storicizzano questi luoghi comuni. Ormai basta una stampante 3D. Oggi la formula ricorre meno … Continua a leggere Luoghi comuni

Nel dubbio, per Google Chrome siamo imbecilli di default

Oggi a scuola ho usato un tablet il cui browser Chrome era stato utilizzato al massimo una sola volta da me. Immagino che la maggior parte delle persone che hanno usato un cellulare con Android si siano accorte che, aprendo il browser con una pagina vuota, appaiono una serie di suggerimenti che Google (Chrome, per … Continua a leggere Nel dubbio, per Google Chrome siamo imbecilli di default

Sullo stato del giornalismo/2. La beatificazione di Moana Pozzi

In realtà la beatificazione di Moana Pozzi è avvenuta da decenni ed è indiscussa, quindi non ne parlerò. Per chi fosse interessato all'argomento ci sono libri come quello della foto che accompagna queste mie righe, oppure, ad arricchire il filone, deve esserci un capitolo dell'ultima fatica editoriale di Michela Murgia. Non ho comunque letto nessuno … Continua a leggere Sullo stato del giornalismo/2. La beatificazione di Moana Pozzi

Il senso storico che manca (agli insegnanti, mica agli alunni)

Ieri sera, mentre passeggiavo dopo cena, ho sentito delle ragazze che cantavano in una casa. Non conoscevo la canzone (poi mi sono documentato, ma ne parlerò alla fine), ma mi hanno messo allegria. La canzone recitava "Voglio tornare negli anni novanta / le disco in bolla e la gente che salta " e, dicevo, mi ha messo … Continua a leggere Il senso storico che manca (agli insegnanti, mica agli alunni)