Ionesco spiega come ragiona il complottista

Compirò una piccola forzatura e mi servirò di un testo scritto con altre intenzioni per spiegare come ragiona il complottista. La pièce teatrale di Ionesco da cui trarrò spunto non è Il Rinoceronte, che sicuramente si presterebbe al mio compito, ma è una scena della sua prima e più famosa opera, La cantatrice calva. Io consiglio ai miei lettori di leggere tutta la scena, ma posso riassumerla per i pigri.

Il signore e la signora Smith, dialogando come se fossero due sconosciuti, scoprono che hanno lasciato la città di Manchester cinque settimane prima, che hanno viaggiato nello stesso treno e scompartimento, che vivono allo stesso indirizzo a Londra, che dormono nello stesso letto, che hanno entrambi una figlia di nome Alice che ha la particolarità di avere gli occhi di colore diverso tra loro. Insomma, scoprono di essere marito e moglie. All’inizio della scena successiva entra in scena Mary che spiega che in realtà la “La figlia di Donald ha un occhio bianco e uno rosso, precisamente come la figlia di Elisabetta. Tuttavia, mentre la figlia di Donald ha l’occhio bianco a destra e l’occhio rosso a sinistra, la figlia di Elisabetta ha l’occhio rosso a destra e l’occhio bianco a sinistra! Di conseguenza tutto il ragionamento di Donald crolla urtando contro quest’ultimo ostacolo che annulla tutta la sua teoria.”

Ebbene, il complottista fa questo: vede un dettaglio in una foto e deduce che nessun aereo si è schiantato sul Pentagono; si accorge che una persona colpita da un proiettile muore diversamente da come se lo aspetta e arzigogola che la strage di Charlie Hebdo è una messinscena; legge una parola in un bugiardino e deduce che i miliardi di vaccinazioni senza drammatici effetti collaterali non contano più niente; infine vede una persona che fa la spesa dietro a un giornalista con caschetto e giubbotto antiproiettile e capisce che a Kiev si può stare tranquilli.

Non solo: nel far questo, il complottista, proprio come Mary, si sente Sherlock Holmes.

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