Luoghi comuni (7). Covid e altro

  • A scuola non ci si contagia, il problema sono gli autobus pieni. Per un po’, ma non per molto, ci ho creduto anch’io. Di fronte ai focolai nelle scuole si spiegava che la colpa era dei mezzi di trasporto affollati e non delle scuole. Certo, è vero che le norme di sicurezza imposte e di solito rispettate a scuola sono molto più severe rispetto a quelle seguite sugli autobus, ma negare che nelle scuole si diffondesse il virus era una bugia bella e buona.
  • I bambini e i ragazzi non sono contagiosi. Excusatio non petita accusatio manifesta, quindi mi imbarazza premettere che io sono ben lieto di aver insegnato a scuola l’anno scorso, che son convinto che sia stato giusto farlo e che nelle scuole superiori si sarebbe dovuto insegnare molto di più in presenza. Tuttavia, come sentivo dire da bambino, “scemo sì ma con Nesquik”. Qui siamo alla bufala vera e propria, più che al luogo comune, perché, molto semplicemente quello dei bambini non contagiosi è un pio desiderio non comprovato da nulla. Questa illusione è a sua volta sostenuta da quello che nella nostra società è non un semplice luogo comune, ma un mito fondativo: i bambini sono buoni.
  • I no-vax. Chi è contrario al vaccino contro il Covid afferma che quella di no-vax è un’etichetta e perciò una cosa orribile perché gli uomini non vanno etichettati. I non-sedicenti no-vax diffondono quindi meme e pensieri che inneggiano alla bontà, all’apertura al dialogo, all’apertura di mente, alla pacificazione tra vaccinati e non vaccinati, salvo poi ricoprire i primi di insulti (ma bisogna ammettere che spesso e volentieri questi insulti sono reciproci). Poi però mi accorgo che i più radicali nemici del vaccino anti-Covid, nonostante affermino di non essere contrari ai vaccini in generale, ma a questo in particolare, da anni si scagliano contro le vaccinazioni obbligatorie, diffondono informazioni molto discutibili che loro definiscono libere e alternative, partecipano a manifestazioni come quella che nel 2017 ricoprì di cera la piazza principale di Genova. Per non offendere comunque userò il meno radicale “vaccinoscettici”.
  • Il siero. Ai vaccinoscettici piace tantissimo la parola “siero”, che evidentemente suona sinistra alle loro orecchie. Forse evoca il siero antivipera e quindi il veleno, forse il siero del formaggio e quindi un prodotto di scarto. Ad ogni modo, se vuoi essere annoverato tra i vaccinoscettici non devi usare la parola “vaccino”, bensì i più evocativi farmaco sperimentale, intruglio, siero,
  • L’inoculazione. Verbo molto specifico, questo “inoculare”, che piace molto ai vaccinoscettici. Non so se la precisione lessicale sia dovuta a scrupolo linguistico, oppure agli spiritosissimi calembour che si ottengono eliminando una vocale.
  • La privacy. In un mondo in cui consapevolmente raccontiamo i fatti nostri sui social e meno consapevolmente lasciamo traccia di gran parte delle nostre azioni, spostamenti, acquisti, gusti, pensieri, in nome della privacy si perdono ore a inventare e firmare moduli ridicoli e si devastano ettari di alberi per produrre carta da firmare che nessuno mai leggerà. Poiché la difesa legalistica della privacy è percepita dal 99,99% della popolazione come una colossale presa per i fondelli e soprattutto come una rottura di scatole, i vaccinoscettici cercano di usarla come cavillo contro le vaccinazioni. Lo 0,01% che non si sente preso in giro dalle normative sulla privacy è costituito dalle persone che hanno trovato lavoro come garanti della privacy, responsabili e consulenti dei dati sensibili.
  • Gli errori di comunicazione. Sempre invocati quando si dicono scempiaggini della cui sostanza non ci si pente. Esempio del giorno: la lettera di dimissioni del sottosegretario Durigon.
  • Un passo a lato. Versione aggiornata e ancora più paracula del classico “passo indietro”. Si legga pure “mi dimetto, ma esigo un nuovo incarico al più presto”. Espressione usata pure questa da Durigon.
  • Non sono, e non sono mai stato fascista. Frase pronunciata, per esempio, da chi propone il ripristino della toponomastica del Ventennio intitolata a familiari del Duce (vd. Durigon).
  • Sono e sarò sempre contro ogni dittatura e ogni ideologia totalitaria, di destra o di sinistra. Frase che va sempre bene, un po’ come quegli accessori che salvano dalle indecisioni sull’abbigliamento (vd Durigon).
Non sono fascista, sono gli altri che mi fraintendono così

19 pensieri riguardo “Luoghi comuni (7). Covid e altro

  1. SOTTOSCRIVO VERBATIM

    Contesto, se posso, solo “vaccinoscettico”: eufemismo pericoloso oltre che inutile. Inutile perché NoVax svolge egregiamente la sua funzione (purché si distingua da BohVax, caso meno grave benché a sua volta penoso). Pericoloso, perché rischia di far credere che nella zucca del NoVax alberghi anche solo un’ombra di pensiero critico. Può una persona essere scettica intorno ad acquisizioni fondamentali del pensiero umano senza essere o un grande pensatore o un cretino? 😀

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  2. Ti sei dimenticato del luogo comune più diffuso in assoluto tra i novax: l’osceno paragone tra gli ebrei (esclusi dalla vita sociale in quanto portatori della stella di David) e i novax (esclusi dalla vita sociale in quanto non portatori di green pass).
    Comunque il boom di contagi giovanili che abbiamo avuto lo scorso Autunno era dovuto non solo ai trasporti (che né Conte, né Draghi, né i governatori di regione hanno MAI voluto potenziare), ma anche alle scuole calcio. Non ci voleva un genio per capire che mandare tuo figlio a fare uno sport di contatto nel bel mezzo di pandemia è una pessima idea, ma purtroppo molti genitori venderebbero l’anima al diavolo pur di togliersi i figli dai piedi per un’ora o 2: di conseguenza, pur di continuare a parcheggiarli alla scuola calcio hanno accettato di buon grado il rischio che si beccassero il covid.

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    1. Penso anch’io che le scuole calcio abbiano avuto un certo ruolo. Forse avendo i figli che fanno ginnastica artistica e atletica sono prevenuto verso il calcio, ma avevo la netta impressione che – contatti di gioco a parte – tra calciatori i comportamenti fossero molto meno prudenti che tra i ginnasti.

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      1. In effetti è davvero incommentabile. Sdrammatizzo un po’ il tono di questa conversazione segnalandoti che ho appena pubblicato un nuovo post, in cui racconto una storia molto bella e molto commovente… spero che ti piaccia! 🙂

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  3. Non siate cattivi. C’è anche il no-vax francescano: https://shorturl.net/OYQ

    Ha invitato il suo medico «a seguire l’incontro che il Cardinale Cantalamessa ha avuto con il Papa riguardo il rapporto tra San Francesco e sorella morte» ma ritiene che come il medico «molti ignorino ciò che San Francesco ha voluto lasciarci».

    Poi si disunisce un po’ e paragona alle squadracce talebane i furgoni di Figliuolo che vanno nei borghi remoti a vaccinare e alla fine sbotta: «Qui mi domando il mio diritto, di decidere, di pensare, di parlare di muovermi che fine ha fatto? Che fine ha fatto la democrazia?».
    Gli reggono il moccolo filosofoni come Agamben e Cacciari, famous for being famous come Kim Kardashian e incapaci non dico di risolvere ma financo di impostare i problemi colle percentuali che la maestra somministrava a Pierino.

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    1. Agamben ha scritto fin dall’inizio cose orribili sull’epidemia riportando dati degni di un complottista qualunque e l’appello o manifesto che ha scritto con Cacciari è imbarazzante.
      Però non è semplicemente famous for being famous, a casa ho almeno una quindicina di suoi libri e molti li ho riletti e studiati, anche se oggi, rispetto a 25 anni fa, mi sento molto più distante dal suo modo di pensare.
      Anche Cacciari, di cui non ho però mai letto nessun libro, non è una celebrità per caso, ha ricoperto pure importanti incarichi politici.

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      1. On Agamben: sorry to hear of your sad circumstances 😜

        Su Cacciari: si intruppò in politica sin da giovane, facendo il pirla con Luigi Nono e guadagnando la ribalta mediatica. Famoso tra i politici per essere un filosofo e tra i filosofi per avere ricoperto “importanti incarichi politici”.

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        1. Non è vero: le frequenze relative sono molto difficili, specialmente quando si intrecciano. Esempio: % di vaccinati in terapia intensiva rispetto alla % dei vaccinati nella popolazione. (Questo sarà il tema dei talk shows tra poche settimane). E come sai, non c’entra Lettere o Scienze: quelle son cose fondamentali che si apprendono nella scuola dell’obbligo oppure mai più. Per dire: da un decennio, la rivista scientifica ‘Nature’ sta conducendo una campagna formativa per spiegare agli scienziati che senza capire un po’ di statistica non si dovrebbe pubblicare ‘ricerche scientifiche’ che poi fanno ridere.

          E infatti io, dovessi designare qualcuno per un importante incarico vuoi accademico vuoi politico, tra il professor Montani e quei due là, non avrei dubbi.

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        2. Per carità, non voglio né incarichi accademici né politici!
          Le frequenze relative sono un po’ complicate, ma se ritengo che riguardino qualcosa di importante, mi metto a fare qualche conto per farmi almeno a spanne un’idea quantitativa sensata. In linea di massima riesco a fare i calcoli a mente perché son portato per farli, ma una calcolatrice la potrebbero usare anche Agamben e Cacciari. Quando poi si va su cose come i grafici in scala logaritmica comincio ad essere più in difficoltà, anche se ormai credo di aver più o meno capito come funzionano (ma non ho mai provato a elaborarne uno io).

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  4. Su Agamben: ho solo schiacciato una palla irresistibile alzata da te. Non negherò certo che uno possa fare o scrivere qualcosa di buono e financo geniale, solo perché fa o scrive contemporaneamente delle cazzate. L’elenco dei miei idoli che ne hanno fatte sarebbe lungo. E poi io sono uno che non ha mai capito Amleto nonostante l’abbia letto una decina di volte e in età diverse sia nel testo sia in una mezza dozzina di traduzioni (bella solo quella di Montale): figùrati dunque che genio!

    Ma da un filosofo degno di questo nome, tutto mi aspetto fuorché la mancanza di pensiero critico (diciamo, “a disciplined thinking that is clear, rational, open-minded, and informed by evidence” [cit]). Posso perdonare Agamben e Cacciari per le loro scombiccherate uscite in fatto di covid, solo ricorrendo alla loro ignoranza delle percentuali. Ma anche qui: perché non ti informi da un collega del ramo prima di fare il cretino sui media? O debbo addirittua pensare che non sai di non sapere?

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  5. Ciao Alessandro, articolo perfetto. Sulla scuola ed i miti di acontagiosita’ ad un certo punto ascoltando questa “narrazione” (parola orribile) mi era venuta quasi voglia di chiedere asilo “medico” nell’istituto dove frequentano i miei figli. Solo che dopo un po’ i miei figli hanno portato a casa il virus. Mia moglie non lavorava, non abbiano avuto per circa 6 mesi vita sociale, io ero in telelavoro ferreo (Nelle Fiandre a differenza che a Bruxelles o in Vallonia dove si francesizza alla grande con sta storia del covid.. non si scherza per nulla). Allora delle due l’una: o è stato lo spirito santo o è stata la scuola a portarcelo in casa e a devastare per mesinla salute di mia moglie. Considerando che vivo in una zona dove la densità di popolazione è simile a quella delle steppe russe a gennaio (altro che bus) si era arrivati ad avere nel villaggio dove vivo a ottobre scorso, la stessa incidenza di Madrid (la capitale europea più entropica d’Europa). Non potendo incolpare i bus, i fan ad oltranza del dogma “la scuola è sicura” hanno iniziato a incolpare un paesino di 3500 abitanti e 14000 mucche di fare rave party di nascosto.. magari nelle stalle. Sul siero è sui vaccinoscettici applausi. Sul passo di lato me lo ero perso. Su coloro che dicono non sono fascista né lo sono stato.. mi ricordano i figli dei meridionali a Torino iniziano spesso con “Premetto sono meridionale (?!)” e li dopo il mio 5nto anno a Sabaudia City andavo a prendere il secchio per evitare che gli schizzi di vomito di bile contro il Sud mi macchiassero per l’ennesima volta i miei vestiti.

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